di Alessandro Lanni del dicembre 2004
«Sono sconvolto».È difficile convincere Daniel C. Dennett, uno dei maggiori interpreti del darwinismo contemporaneo, che in Italia nel prossimo futuro potranno esserci generazioni digiune di evoluzionismo.
«Non c’è scienza più importante nel XXI secolo della teoria di Darwin», s’indigna Dennett.A volte, il filosofo della mente della Tufts University, il grande polemista, il pasdaran dell’Intelligenza Artificiale, l’animatore del movimento dei Bright, il “nuovo Bertrand Russell” come l’ha definito Marvin Minsky, sembra più un tifoso che uno studioso distaccato di Darwin.